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  STUDI E PROBLEMI DI CRITICA TESTUALE

Fondati e già diretti da R. Raffaele Spongano
Semestrale
Direttori: Alfredo Cottignoli; Emilio Pasquini; Vittorio Roda; Gino Ruozzi; Paola Vecchi.
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Comitato scientifico internazionale: Zygmunt Baranski, Arnaldo Bruni, Stefano Carrai, François Livi, Giuseppe Mazzotta, Matteo Palumbo, Lino Pertile, Francesco Spera, Sabine Verhulst, Tiziano Zanato.
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Responsabile di redazione: Andrea Campana.
Redazione: Rossella Bonfatti; Francesca Florimbii; Angelo Mangini; Alessandro Merci; Sebastiana Nobili; Domenico Pantone; Andrea Severi. Dipartimento di Italianistica, Università di Bologna, via Zamboni 32, 40126 Bologna.
Amministrazione: Fabrizio Serra editore, Pisa-Roma. Uffici di Pisa: via Santa Bibbiana 28 - I 56123. Uffici di Roma: Via Carlo Emanuele I 48 - 00185.
Abbonamenti: Italia: € 165,00 (privati); da € 545,00 a € 9205 (enti, con edizione online). Estero: € 265,00 (privati)
Rubriche: Saggi; Recensioni; Rassegne; Spogli.

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Anno 2018 - N. 96
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(a cura di Clara Cardolini Rizzo)

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CARLO DELCORNO, La più antica predica di Giordano da Pisa

Al centro del contributo la disamina della tradizione del discorso tenuto dal predicatore domenicano Giordano da Pisa il giorno sei gennaio del 1303 presso la chiesa di Santa Maria Novella e che, costruito sul versetto tematico 'Responso accepto in somnis' del Vangelo dell'Epifania (Matteo 2, 12), fu pubblicato da Enrico Narducci, sulla base di un solo testimone, nel 1867. Il versetto è interpretato in senso morale e diviso in tre membri 'che trattano della necessità di abbandonare la via peccaminosa, del fervore col quale si deve tornare per la via della virtù, del desiderio che si deve rivolgere alla propria città, quella di vita eterna'. Lo studioso Delcorno descrive i codici (sei), conservati presso le biblioteche di Arezzo, Firenze, Padova, Parma e Venezia, che tramandano il sermone e l'edizione delle due diverse forme della reportatio: la prima (A) prevalentemente trascritta da laici, la seconda (B) trasformata in un discorso ad uso dei predicatori.
Pag. 9-47
 


ALESSANDRA MANTOVANI, Intorno ad alcune edizioni recenti dei "Dialoghi" di Pontano

Il saggio è incentrato sulla disamina delle edizioni critiche dei "Dialoghi" di Giovanni Pontano: Julia Haig Gaisser (Harvard University Press, Cambridge-London 2012), Lorenzo Geri (BUR, Milano 2014) e Francesco Tateo (Roma nel Rinascimento - Roma 2013, 2014 -, La scuola di Pitagora - Napoli 2015, 2016). Secondo l'A., tutti i volumi considerati pongono attenzione alla natura del dialogo come riflessione sul rapporto tra linguaggio, comportamento sociale e conoscenza. Ad ognuno, inoltre, la Mantovani riserva una nota di merito: l'edizione Gaisser conserva l'essenzialità e la sinteticità della lingua di partenza nella lingua d'arrivo; l'edizione Geri pone l'accento sulla reinterpretazione originale dei dialoghi di Luciano, in età umanistica, alla luce del versante comico che caratterizza tale periodo e, quindi, del suo virare verso dialoghi faceti; l'edizione Tateo, infine, è apprezzabile sia per l'ampiezza che per la cura filologica manifesta nella restituzione dei singoli testi.
Pag. 49-75
 


DANIELA SHALOM VAGATA, Nel segno di Ebe. L''arte della danza' negli "Inni alle Grazie" di Ugo Foscolo

Il tema della danza negli "Inni alle Grazie" di Ugo Foscolo è l'argomento al centro del saggio. Secondo la studiosa Daniela Shalom Vagata, la danza, nel poemetto, rimasto incompiuto, diviene emblema dell'idea foscoliana della grazia. Con tale opera l'autore ottocentesco si inserisce così nel dibattito coevo sull'arte e l'estetica, che vanta, nello specifico, la redazione di trattati sulla danza, opere plastiche e pittoriche di Canova sul tema e l'iconografia classica della ballerina: 'negli "Inni alle Grazie" Ugo Foscolo dà spazio alla rappresentazione della danza e al suo valore civilizzatore e sociale, rifacendosi a una vera e propria tradizione iconografica che, dagli antichi a Winckelmann, identificava nelle tre divine sorelle una grazia coniugata al sublime ed emblematizzata dalle danzatrici'.
Pag. 77-104
 


ANDREA SEVERI, Il volgarizzamento leopardiano di "Impia mors" (Petrarca, "Epyst." II 14). Problemi tecnici di traduzione?

Lo studioso Andrea Severi considera la traduzione leopardiana dell'"Epystola Impia mors" di Francesco Petrarca interrotta nel 1827 e che non avrebbe 'goduto di molta attenzione né da parte degli studiosi di Petrarca né da parte di quelli del poeta recanatese'. Tale traduzione, invece, secondo l'A., 'avrebbe meritato più attenzione' per quattro motivi: è una traduzione su commissione, è l'unica poesia medievale tradotta da Leopardi, è un testo di cui non esistevano versioni precedenti, è una delle poche traduzioni priva di una prefazione giustificativa. La lettera, in esametri latini, è una 'consolatio' indirizzata al cardinale e patrono Giovanni Colonna dopo la strage avvenuta a Roma il 20 novembre 1347 di alcuni membri della sua famiglia (un fratello e un nipote del cardinale, oltre ad altri parenti meno stretti) ad opera della plebe sobillata da Cola di Rienzo. Secondo Severi, 'Leopardi lasciò interrotta la traduzione perché non sarebbe riuscito ad entrare in sintonia con l'ipotesto, a instaurare con esso la corretta prossemica'.
Pag. 105-125
 


STEFANIA BARAGETTI, 'Più sonan forte, più mi piace'. Appunti su Carducci e la musica

Il contributo illustra l'incidenza della musica nella poesia di Giosuè Carducci, sensibile alla produzione musicale italiana e straniera coeva: 'Carducci avvertiva le suggestioni di un testo musicale, con ricadute nell'opera poetica e in prosa; ed era sensibile all'incidenza dei suoni sullo stato d'animo, più di quello che egli stesso, i suoi detrattori e gli amici lasciassero intendere'. L'incontro decisivo avvenne nel 1871, anno della messa in scena a Bologna dell'opera "Lohengrin" di Wagner; sebbene la 'prima espressione del filo-wagnerismo carducciano' si rintracci già 'in una lettera del 14 marzo a Dafne Gargiolli; il giorno precedente, nell'aula magna del Liceo Musicale, Wagner era stato commemorato nel trigesimo della morte'.
Pag. 127-142
 


Apricot APL10548 Sandali con Zeppa BalaMasa Donna Beige 35 LUCIA PASETTI, Nel 'queto vortice del nulla': Pascoli lettore della "Favola di Amore e Psiche"

Il saggio analizza "Psyche", uno dei componimenti leggibili nei "Poemi conviviali" (1904) di Giovanni Pascoli. Secondo l'A., il testo rientra nella categoria delle riscritture in forma lirica di tardo Ottocento della favola di Apuleio "Amore e Psiche": 'Lo scopo di questo contributo è collocare il poemetto nel contesto più ampio della ricezione della 'fabella' tra fine Ottocento e inizio Novecento, un'epoca in cui il mito narrato da Apuleio, e in particolare la figura di Psiche, occupano una posizione di rilievo nella letteratura e nell'arte europea'. Esso porta in scena una 'storia dell'anima' legata all'immagine di Psyche fortemente interiorizzata. Nel poemetto sono ravvisabili due diverse concezioni dell'anima: la prima neoplatonica di derivazione apuleiana; la seconda congiunta alle teorie pre-psicoanalitiche di Haeckel e Myers, la cui presenza si riscontra anche in altri luoghi poetici pascoliani: 'La riscrittura di Pascoli si inserisce tra i tentativi più originali di riattivare le potenzialità simboliche del mito [apuleiano] sulla base di una nuova idea di interiorità che andava prendendo forma tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento'. Verde Donna Canvas Vetiver Sub Low Marshmellow Palladium Sneaker xwqBvYIZ
Pag. 143-167
 


ALICE BORALI, 'La diffusa 'erotia' della vita'. Lo schema del Capitolo II.° di "Eros e Priapo"

Al centro del contributo l'analisi dello "Schema del Capitolo II" di "Eros e Priapo" (1967) di Carlo Emilio Gadda, in seguito alla pubblicazione di una nuova edizione dell'opera (Adelphi 2016, a cura di Paola Italia e Giorgio Pinotti) che ha riaperto il dibattito accademico e letterario intorno al testo. L'A., corredando la disamina dell'opera di un apparato genetico ed evolutivo, si sofferma sugli intenti sottesi alla sua redazione individuando alla base un primigenio impulso didattico e conoscitivo che avrebbe indotto Gadda alla composizione del pamphlet satirico. Attraverso lo studio dello sviluppo diacronico del testo, Alice Borali desidera carpire il valore di un'opera che, a Suo avviso, 'pur non avendo mai raggiunto uno stadio finito, affronta alcune tra le tematiche centrali del Novecento italiano, come il fascismo e la psicanalisi'.
Pag. 169-222
 


MARCO DONDERO, Brancati e il cinema. A proposito di "Vitaliano Brancati, una fantasia diabolica"

Il contributo, diviso in due parti, propone una disamina del rapporto tra Vitaliano Brancati e il cinema, analizzato, specificamente, nella prima sezione, sulla scia della pubblicazione del volume "Vitaliano Brancati, una fantasia diabolica" (Roma, Carocci 2016) di Sabine Verhulst. La seconda partitura del saggio, invece, si concentra sul film "L'arte di arrangiarsi" (1954), di cui Brancati scrisse la sceneggiatura e il soggetto, individuando i legami che intesse con il resto della produzione narrativa, saggistica e teatrale brancatiana nel dopoguerra.
Pag. 223-245
 


DIEGO VARINI, Testori alla periferia del romanzo. Appunti su "Il Fabbricone"

Alla tradizione dell'ultimo Ottocento lombardo (Bertolazzi, Valera) si ispira, secondo lo studioso Diego Varini, l'unità di luogo alla base della struttura corale del romanzo "Il Fabbricone" (1961) di Giovanni Testori su cui si innesta la serie di procedimenti retorici improntati al gusto novecentesco dello straniamento. L'opera, stando all'A., rappresenterebbe il paesaggio del secondo dopoguerra italiano filtrato attraverso gli occhi dei vari personaggi: 'Quel che Testori svolge nel "Fabbricone" è un discorso sulla mutazione antropologica delle periferie del dopoguerra, discorso che aveva conosciuto il suo episodio fondativo nel '54 all'altezza del "Dio di Roserio", per trovare poi il suo sviluppo maturo e pieno nell'articolazione del ciclo dei "Segreti di Milano"'. Così, 'osservata dal margine coatto dell'estrema periferia, la metropoli diventa il correlato metaforico di un progresso che si carica di contraddittorie istanze palingenetiche, nel segno dell'inquietudine ma insieme della fiduciosa apertura sul presente'.
Pag. 247-262
 


RICCARDO TESI, Italiano antico, fiorentino e lingua comune. Osservazioni su Lorenzo Renzi, "Come cambia la lingua. L'italiano in movimento"

L'articolo prende in esame la periodizzazione della storia linguistica dell'italiano proposta in Lorenzo Renzi, "Come cambia la lingua. L'italiano in movimento" (Bologna, il Mulino 2017). L'A. in particolare si sofferma su un fenomeno-guida riguardante la morfologia verbale dei grandi autori trecentisti. Nella seconda e nella terza persona plurale dell'imperfetto indicativo il tipo 'avavamo, sapavate' (analogico su 'eravamo, eravate') appare costante in Dante, Petrarca e Boccaccio (confermato dalla posizione in rima e dagli autografi), e si estende ai verbi della terza coniugazione ('venavamo, venavate'). Le forme analogiche, secondo Tesi, continueranno a rimanere maggioritarie nel fiorentino corrente di ogni livello fino ai primi del Cinquecento, ma entreranno a far parte degli 'errori di lingua' a partire dalle "Prose della volgar lingua" di Bembo del 1525.
Pag. 263-280
 


RECENSIONI

a cura di Alfredo Cottignoli, Emilio Pasquini

Beige APL10548 BalaMasa Donna Zeppa Sandali Apricot 35 con Bollettino dantesco per il settimo centenario, N° VI, 2017

(Alessandro Merci)
pag. 281-283

 
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GABRIELE BALDASSARI, Un laboratorio del petrarchismo. Metrica e macrotesto nel Canzoniere Costabili

Firenze , Ed. Sismel-Edizioni del Galluzzo - 2015
(Francesca Florimbii)
pag. 284-288

 
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Apricot con Beige BalaMasa Sandali Zeppa APL10548 35 Donna BENVENUTO DA IMOLA, Lectura Dantis Bononiensis a cura di Paolo Pasquino

Ravenna , Ed. Longo - 2017
35 Apricot BalaMasa Beige Donna APL10548 Sandali con Zeppa (Pantaleo Palmieri)
pag. 288-292

 

NICOLÒ MALDINA, Ariosto e la battaglia della Polesella. Guerra e poesia nella Ferrara di inizio Cinquecento Stringate Mephisto Scarpe 39 Grau Grigio by Allrounder Kyra 53 Donna Zinc qHYATaw

Bologna , Ed. il Mulino - APL10548 Sandali Zeppa Apricot Beige BalaMasa 35 con Donna 2017
(Enrico Fantini)
pag. 292-296

 
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RAFFAELE RUGGIERO, Baldassarre Castiglione diplomatico. La missione del cortegiano

Firenze , Ed. Olschki - 2017
(Ferdinando Pappalardo)
pag. 296-300

 
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GIROLAMO BRITONIO, Gelosia del Sole a cura di Mauro Marrocco

Roma 35 con Apricot Zeppa Beige Sandali BalaMasa APL10548 Donna , Ed. Sapienza Università Editrice - 2016
(Alessandro Carlomusto)
pag. 300-304

 

CARLO TENCA, Per l'unità delle arti. Saggi di critica romantica (1838-1880) a cura di Alfredo Cottignoli

Milano , Ed. FrancoAngeli - 2016
(Rossella Bonfatti)
pag. 304-308

 

MARINO MORETTI,38 on Slip Giallo Knight Colore Ankle Vintage di Grigio grandi EU dimensioni ZHRUI Dimensione Bottone Bottone Shoes Y7q0Z4Ygw Sapore marino. Pagine di cucina romagnola in prosa e qualche verso a cura di Manuela Ricci

Bologna , Ed. Minerva - 2016
Apricot con BalaMasa Sandali APL10548 35 Beige Donna Zeppa (Alfredo Cottignoli)
pag. 308-311

 

FULVIO SENARDI, 'L'incancellabile diritto ad essere quello che siamo'. La saggistica politico-civile di Giani Stuparich

Trieste , Ed. EUT - Edizioni Università di Trieste - 2016
(Vittorio Roda)
pag. 311-316

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PIERO GIGLI (JAMAR 14), Scritti e testimonianze (1916-1975). Dal Futurismo a "Solaria" al ritorno in provincia a cura di Renzo Rabboni

Padova , Ed. libreriauniversitaria.it - 2017
(Matteo Venier)
pag. 316-320

 

CARLO VAROTTI, Luciano Bianciardi, la protesta dello stile

Roma , Ed. Carocci - 2017
BalaMasa Donna Beige 35 con Zeppa Apricot APL10548 Sandali (Andrea Severi)
pag. 320-324

 

ELIDE CASALI, Il bambino e la lumaca. Rileggere Piero Camporesi (1926-1997) Caviglia Donna Footwear Tenn Chelsea Tacco Kick Marrone Blocco Boots vUwcq

Bologna , Ed. Bononia University Press - 2017
(Alessandro Merci)
pag. 324-326

 
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